I giovani,
nuovi testimoni
della Memoria

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Il concorso del Consiglio Regionale del Veneto per non dimenticare

 

Il Concorso "I Giovani, nuovi testimoni della memoria" è rivolto agli studenti delle scuole venete ai quali è richiesta la presentazione a mezzo di supporto informatico o multimediale, di elaborati a carattere letterario, fotografico, video-cinematografico, musicale, teatrale riguardanti la Shoà e il Giorno della Memoria.

 

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Perché nasce il Concorso?

Per far conoscere gli eventi che hanno tragicamente segnato la storia europea del novecento e contrastare i fenomeni del negazionismo, del revisionismo, dell'antisemitismo e di tutte le pulizie etniche. 
Per non dimenticare le storie personali di chi ha vissuto qualsiasi tipo di persecuzione e le gesta eroiche di chi è accorso in aiuto degli oppressi.
Per accrescere la comprensione, la solidarietà e l’empatia nei confronti “dell’altro”. 

Perchè si può sempre dire un sì o un no

 

I Premi in palio

Il Consiglio regionale del Veneto mette in palio un monte premi che verrà erogato all’istituto scolastico per finanziare iniziative rivolte agli studenti che hanno partecipato al concorso (come ad esempio: per il finanziamento di viaggi studio, corsi ed eventii o per l’acquisto di materiale utile all’attività didattica rivolta a tutti gli studenti dell’Istituto.

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Chi può partecipare?

 Al Concorso partecipano gruppi di studenti, anche interclasse, del triennio superiore di scuola secondaria di secondo grado del Veneto. 

 

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Luca Zaia

I giovani, nuovi testimoni della Memoria
La Memoria non è soltanto il ricordo di ciò che è accaduto. È una responsabilità civile: il dovere di conoscere la storia, di comprenderla e di riconoscere il male quando si ripresenta, anche con volti e linguaggi diversi.

Il concorso “I giovani, nuovi testimoni della Memoria” nasce da questa consapevolezza. La Shoà, le persecuzioni, i crimini del nazifascismo, l’antisemitismo e ogni forma di odio non sono pagine chiuse per sempre.
Continuano a interrogare la nostra coscienza e ci ricordano fino a dove può arrivare l’uomo quando vengono negati la dignità della persona, il valore della vita e il rispetto dell’altro.

Per questo il Consiglio regionale del Veneto sceglie di rivolgersi ai giovani e alle scuole. La Memoria vive davvero solo se viene trasmessa, studiata, ascoltata e trasformata in coscienza.
Gli studenti non sono semplici destinatari di un messaggio, ma protagonisti di un percorso che li chiama a diventare nuovi testimoni, capaci di raccontare con il proprio linguaggio ciò che la storia consegna al presente.

Ogni elaborato, letterario, fotografico, video, musicale, teatrale o artistico, è un atto di partecipazione.
È il segno di una generazione che accetta di misurarsi con domande decisive: che cosa significa ricordare? Come nasce l’odio? Come si combatte l’indifferenza? Che cosa posso fare oggi?

Come Presidente del Consiglio regionale del Veneto considero questa iniziativa una delle più significative della nostra istituzione. Perché un’assemblea legislativa non ha solo il compito di fare leggi, ma anche quello di contribuire alla formazione di una coscienza civile.

Ai ragazzi e alle ragazze rivolgo un invito: entrate nella storia con rigore, sensibilità e libertà creativa. Cercate volti, luoghi, testimonianze. Date voce a chi è stato privato della voce. E fate in modo che la Memoria non sia una parola pronunciata una volta all’anno, ma uno sguardo nuovo sul mondo.

Perché ricordare non significa restare fermi al passato. Significa scegliere, oggi, da che parte stare. 

Luca Zaia, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto